UNA MELA (E NON SOLO) AL GIORNO PER DONARE IN MODO VELOCE E DIVERTENTE

UNA MELA (E NON SOLO) AL GIORNO PER DONARE IN MODO VELOCE E DIVERTENTE

Per una volta smentiamo i soliti luoghi comuni, in tema di Italia e di digital. E, per farlo, partiamo da un campo insospettabile, quello delle modalità di pagamento maggiormente utilizzate nel nostro Paese. Ebbene, la storica nomea di roccaforte del contante, così spesso attribuita al bel paese, sembra destinata a essere presto deposta, come dimostra una recente ricerca condotta dal Politecnico di Milano: nel 2016 in Italia i pagamenti digitali con carta di credito hanno oltrepassato i 190 miliardi di euro, con una crescita complessiva del 9% rispetto al 2015. Che cosa sta inducendo gli italiani ad abbandonare il vecchio, caro, contante? Sicuramente una progressiva crescita dell’infrastruttura (2 carte di credito su 5 sono contactless e possono essere lette da 1 POS su 2), a cui si accompagna la curiosità di testare una modalità di pagamento semplice, veloce e comoda e la conseguente consapevolezza degli strumenti a disposizione – sia da parte dei consumatori che degli esercenti. Ecco motivato come i cosiddetti new digital payment abbiano raggiunto i 30 miliardi di euro (+51% rispetto al 2015), trainati dai pagamenti contactless (7 miliardi di euro, +700%) e mobile (3,9 miliardi di euro, +63%). E come proprio tra questi ultimi si nasconda (anche se non troppo!) la prossima frontiera tecnologica: i pagamenti con smartphone nel mondo fisico.

Se le maggiori aziende in ambito tech e finanziario stanno concentrando le loro risorse in questo campo, perché non dovrebbe iniziare a farlo anche il settore non profit? Secondo Non Profit Tech for Good, infatti, l’ascesa dei nuovi sistemi di pagamento digitale rappresenta il prossimo sisma tecnologico, il prossimo game changer nella comunicazione sociale e nel fundraising, dopo le rivoluzioni targate web ed email marketing alla fine degli anni Novanta e social media alla fine degli anni Duemila. Del resto, se, come dichiara Graham White, responsabile raccolta fondi individui di Cancer Research UK, il proposito di ogni onp consiste nel porre al primo posto i desideri dei donatori, in una società sempre più cashless e contraddistinta da ritmi frenetici ciò significa offrire metodi di donazione semplici, veloci, sicuri e, perché no, anche divertenti.

Un esempio? Donate by Apple Pay, il servizio di donazioni istantanee targato Apple, introdotto per la prima volta negli Stati Uniti nel 2016 ed esteso alle onp britanniche a marzo 2017. Dotato di un sistema di autenticazione che garantisce la massima sicurezza di ogni transazione, Donate by Apple Pay velocizza al tempo stesso il processo di donazione, ultimabile con un semplice click o tap, senza la necessità di compilare – talvolta anche ripetutamente – un form con dati personali e informazioni di pagamento.

È probabilmente per la sua combinazione di innovazione e semplicità che Comic Relief non ha esitato a integrare questo nuovo strumento alle modalità di donazione già previste per il Red Nose Day 2017, dimostrando così che i sistemi di donazione digitale innovativi possono essere semplicemente giustapposti ai sistemi tradizionali. Roger Craven di RSM 2000 sottolinea tuttavia che sul breve periodo il loro impatto risulterà tanto più significativo quanto più saranno utilizzati per ottimizzare e implementare sistemi di raccolta fondi già in atto, anche e soprattutto nel mondo fisico.

Ed è quanto ha fatto con lo street fundraising sempre Comic Relief, sempre in occasione del Red Nose Day (questa volta edizione 2015), disseminando diverse città britanniche di statue di famosi attori comici, come Rowan Atkinson, e facendone dei punti di raccolta fondi. Ai passanti bastava appoggiare la carta di credito contactless sul taschino del comico prescelto per donare £1 a sostegno delle persone in difficoltà nel Regno Unito e in Africa.

Sulla stessa strada (in tutti i sensi!) ha proseguito anche Cancer Research UK, che attraverso le vetrine contactless dei propri charity shop e le Smart Bench ha impresso una nuova, ulteriore, dimensione al fundraising, portandolo in modo positivo nelle vite dei donatori: non più quindi un fastidio o quasi un’imposizione, ma un’esperienza fruibile in totale libertà, addirittura a qualsiasi ora del giorno e della notte, parte integrante delle abitudini personali, degli spazi in cui le persone vivono e socializzano.

E a proposito di luoghi di aggregazione School of Hard Knocks, onp che si impegna a contrastare la disoccupazione attraverso il rugby, ha pensato di fare meta negli stadi, in occasione di un grande evento sportivo: gli European Rugby Championships. Del resto, quale migliore modo di intercettare la generosità dei tifosi, se non rendere il meccanismo di donazione più semplice che ordinare una pinta di birra?

Se parliamo di socializzazione e divertimento, poi, non possiamo non pensare al migliore amico dell’uomo: ecco quindi che l’animal charity Blue Cross con i suoi Tap Dogs ha deciso di porre i beneficiari al centro delle donazioni, letteralmente. E di farne dei tenerissimi fundraiser, a cui è proprio impossibile dire “mi dispiace, non ho contanti”!

Se in UK infatti 1 persona su 7 ammette di non fermarsi a donare per strada a causa della mancanza di denaro contante, le onp britanniche stanno dimostrando di voler rispondere a questo ostacolo con un approccio curioso, innovativo, divertente. E in Italia come vogliamo affrontare questa sfida? È recente la notizia che alle forme di mobile wallet e alle piattaforme di pagamenti digitali già esistenti si aggiungerà a breve Apple Pay, seguito a ruota, e comunque al massimo entro l’inizio del 2018, da Samsung Pay. Insomma, le basi e gli strumenti tra cui scegliere ci sono, anzi aumentano sempre di più. E le idee?

 

Fonti

nptechforgood
osservatori
sofii.org
thyngs
UKFundraising
wired