Ogni anno torna il Natale

Ogni anno torna il Natale

E’ Natale e, come ogni anno, i negozi, le librerie e le piazze (virtuali e non) di tutta Italia si riempiono di iniziative solidali.

Mercatini, temporary shop, banchetti dove volontari sorridenti incartano i regali che metteremo sotto i nostri alberi, siti per effettuare donazioni online: di anno in anno, le idee si moltiplicano, si abbelliscono, diventano sempre più originali e si fanno importanti strumenti di raccolta fondi. Che siano vicine o lontane, che ci coinvolgano direttamente o meno, che siano dedicate a bambini o ad adulti, le missioni delle nostre preziose associazioni sono numerose, nobili e cruciali per l’avvenire di tutti. E per essere portate avanti richiedono lo sforzo, anche piccolo, di ognuno di noi, ciascuno con i mezzi di cui dispone.

Qualche tempo fa ho letto un rapporto che diceva che gli italiani donano meno degli americani e degli inglesi. Tralasciando i tanti motivi (anche burocratici e amministrativi) che stanno dietro a un dato come questo, mi piaceva sottolineare come, però, la media pro capite delle donazioni sia effettivamente alta. Nonostante questi siano tempi difficili, aridi, vacillanti. Tempi in cui la parola d’ordine è “sacrificio”. Insomma sembra che noi italiani siamo comunque riusciti nell’impresa (titanica) di non dimenticare chi è in difficoltà.

Siamo stati capaci di ricordare che l’essere nati e l’aver vissuto vite mediamente “fortunate” è stato soltanto un caso, un caso cui dobbiamo essere grati e che dobbiamo ricambiare come possiamo.

Per fortuna, insomma, è abbastanza riduttivo affermare che “a Natale siamo tutti più buoni”, perché –sempre “per fortuna”- sappiamo esserlo tutto l’anno.

Ma siccome Natale resta il momento per eccellenza in cui pensiamo a un dono da offrire a qualcun altro, sia esso un figlio, una compagna, un amico o persino un parente lontanissimo (e magari neanche troppo simpatico), allora vale la pena augurarsi che anche quest’anno si riesca a essere tutti “più più più buoni”, offrendo alla nostra comunità un aiuto concreto.

Attraverso una donazione, appunto.

Oppure trascorrendo qualche ora del nostro tempo a impacchettare regali in una libreria o a catturare l’attenzione di passanti distratti e frettolosi per raccontare loro come si possa fare davvero la differenza nella vita di tutti quelle persone che vivono in condizioni drammatiche, ben oltre il limite dell’“accettabile”.

 

Perché “donarsi all’altro”, è un atto che dobbiamo a noi stessi in quanto esseri umani e a un mondo che purtroppo sta imboccando direzioni strane, spesso incomprensibili, a volte spaventose.

E’ un atto che dobbiamo a tutte quelle persone, volontarie e non, che hanno scelto, anche al posto nostro, di andare oltre una semplice donazione in denaro, dedicando la loro vita a raddrizzare le tante, tantissime storture che ancora nel 2015 ci impediscono di definirci una “società libera e giusta”.

E’ un atto che dobbiamo al futuro dei nostri figli, perché sia migliore del presente in cui sono immersi.

E, soprattutto, è un atto che dobbiamo al caso. A quel caso che ci ha concesso il privilegio di essere “quelli che donano” e non (più) “quelli che ricevono il dono”.

 

Buone feste a tutti,

s.

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